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Una nuova mappa della realtà
Rivista di Arti Terapie e Neuroscienze / una nuova mappa della realta

Come possiamo vivere nel XXI sec.? Come possiamo capirci?
E se avessimo una mappa più completa di noi stessi e del mondo attuale nella quale poter stare?
Per la prima volta, la somma totale della conoscenza umana è oggi a nostra disposizione.

La conoscenza, l’esperienza, la saggezza, la riflessione di tutte le grandi civiltà umane, pre-moderne, moderne e post-moderne possono essere studiate da chiunque abbia interesse.

Qual è il vantaggio di usare una mappa  integrale, una mappa più allargata della realtà? Al primo posto c’è il fatto che, qualsiasi sia l’ area di attuazione: affari, medicina, arte, politica, religione, psicologia, psicoterapia, diritto, ecologia, educazione, ecc., o semplicemente la vita e l’ apprendimento, una mappa integrale è una garanzia che tocca tutti i campi. Se tu cerchi di salire una montagna, quanto più precisa è la mappa minore è la probabilità di trovarsi nei guai. Un rapporto più integrale permette di utilizzare tutti i ricorsi disponibili per affrontare qualsiasi situazione che si presenta in questo momento, con maggiore possibilità di successo. Al secondo posto c’è il fatto che se si impara a fare una lettura veramente più integrale, a percepire e a praticare una lettura della realtà in questo modo, si può facilitare e accelerare la propria crescita e quella degli altri verso direzioni e livelli più alti di realizzazione personale e professionale. Il rapporto integrale ci permette di percepire tanto noi stessi come il mondo circostante in maniera più completa e effettiva.  Però è importante avere chiaro un aspetto fin dall’inizio: la mappa integrale è solamente una mappa, non è il territorio, ed è evidente che non vogliamo confondere la mappa con il territorio, e neppure vogliamo lavorare con una mappa che sia poco precisa o troppo riduzionista. Nessuno vorrebbe camminare per le strade o nelle montagne con una mappa imprecisa?… La mappa integrale è solamente una mappa, ma è quella più completa e precisa che abbiamo in questo momento a disposizione.

Integrale significa: prendere insieme, unire, correlare, abbracciare. Non nel senso dell’uniformità e non nel senso di eliminare tutte le meravigliose differenze, ma nel senso di unità nella diversità, dunque condivisa con le nostre meravigliose differenze. E non solo nell’umanità, ma più ampiamente nell’universo. Trovando una visione più comprensiva che dia spazio legittimo all’arte, alla morale, alla scienza, alla religione, non si cerca di ridurli tutti alla fetta preferita della torta cosmica.

L’approccio integrale può essere in contrasto con altri metodi quali il mitico-razionale, lo scientifico, il pluralistico, che come essi stessi esprimono, escludono altri approcci visti come inferiori e sono, pertanto, per definizione, parziali e incompleti. Questi metodi, oltre tutto largamente dominanti nelle culture del mondo, tendono a generare analisi parziali e soluzioni incomplete ai problemi. Come risultato, essi appaiono meno efficienti, meno attendibili e meno equilibrati dell’approccio integrale.

Questa visione integrale, come dice Ken Wilber, certamente non è una visione finale o una visione fissa, o la sola visione, ma proprio una visione che punta ad onorare ed includere così tante ricerche quanto è possibile dal più largo numero di discipline, in una modalità coerente. Questa mappa considera tutti il sistemi e modelli conosciuti dello sviluppo umano, dallo sciamanesimo fino alle grandi scoperte scientifiche attuali, suddividendone i principali componenti in cinque elementi essenziali: i quadranti, i livelli, le linee, gli stati e i tipi:

I quadranti – scannerizza la realtà oggettiva e soggettiva, individuale e collettiva, aspetti intenzionale, comportamentale, culturale e sociale di ogni evento.

I livelli – ci dicono sulle modalità del pensare, sentire e agire che vanno del più grossolano, al magico, al mitico, al razionale, al pluralistico all’integrale.

Le linee – considerano le varie modalità di intelligenze, come l’emozionale, la cognitiva, l’artistica, la moralistica…

Gli stati – ci parlano dei nostri stadi di coscienza, veglia, sogno, sonno e stati alterati.

I tipi – introverso – estroverso, maschile – femminile, etc.

Quando si parte da una prospettiva integrale, si esce dalla mentalità di ridurre tutto al narcisismo o al nichilismo e ci si apre alla contemplazione creativa del momento presente. Alcuni dei filosofi moderni più importanti da Schelling a Schiller e Schopenhauer hanno evidenziato il potere trascendente dell’arte. Quando l’arte entra e ci modifica, è quando lo spirito illumina questo mondo un pò di più di prima.

Nell’arteterapia, come nella psicoterapia, una visione integrale non è solo auspicabile ma fondamentale per poter realizzare interventi efficaci, con maggior garanzia di successo.

Per approfondimenti: “Introduzione alla psicoterapia integrale: dalla logica dell’inclusione alla volontà trasformatrice”, Albatros 2010.

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