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IL POTERE AUTENTICO: I sette incroci del sistema Ortosimpatico e Parasimpatico.
Rivista di Arti Terapie e Neuroscienze / il potere autentico i sette incroci del sistema ortosimpatico e parasimpatico

IL POTERE AUTENTICO: I sette incroci del sistema Ortosimpatico e Parasimpatico.

L’Arteterapia, con il suo approccio globale che tiene in conto la multidimensionalità della persona, si configura come una disciplina olistica ed ha molti aspetti in comune con le filosofie orientali e l’intelligenza trascendentale di cui parlava Gardner nel suo libro Formae mentis, scritto nel 1983.

Lo studio della neurofisiologia, della fisiologia e soprattutto le relazioni tra sistemi emotivi, spiegano in termini scientifici “occidentali” quello che le medicine indiana, cinese, tibetana, conoscevano sapientemente già da millenni. La metodologia di studio è fondamentalmente differente, ma il risultato finale è essenzialmente lo stesso. Vorrei farvi valutare l’analogia della struttura dell’uomo con la struttura del Tempio di Gerusalemme. Il Tempio di Gerusalemme era costruito su pianta rettangolare (1 Re,6 ) composto di tre locali in successione. L’ Ulam è il vestibolo che prevedeva una parte esterna (atrio) delimitata da un colonnato e un porticato che separava l’esterno (impuro, profano) dall’interno (puro, sacro), il luogo dove erano posizionate le vasche per la purificazione rituale e le abluzioni, il luogo dove si acquistavano anche gli animali per i sacrifici e le offerte; una parte interna l’ Ekal , chiamato più tardi il Santo, è la grande sala del culto; il Debir, la camera posteriore è la parte più sacra che verrà chiamato il Santo dei santi, dove è riposta l’Arca dell’Alleanza (6, 19).
Se consideriamo l’analogia fra la struttura dell’essere umano (Corpo/Anima-Psiche/Spirito) e il tempio (Atrio/Sala culto/Santo dei santi), ne deduciamo che ciascuna parte posta in successione è intimamente collegata all’altra e non può prescindere da essa: ciò che accade nel corpo è collegato all’anima e allo spirito e viceversa. Scindere le parti o vivere in una dimensione, senza considerare le altre, provoca una sorta di schizofrenia della vita e ci impedisce di vivere in pienezza con la totalità delle potenzialità messe biologicamente a nostra disposizione. Il Cristo caccerà i venditori dal tempio sferzandoli con cordicelle proprio dall’atrio del tempio, sotto il colonnato, confermando così la sacralità del corpo che non deve essere usato come luogo di mercato (Gv 2,13-22;Mt 21,12-13;Mc 11,15-17;Lc 19,45-46), ma come luogo dell’incontro progressivo volto all’unione con il suo creatore.  Questa analogia ci insegna che dobbiamo iniziare seriamente a considerare la persona come una unità di materia, psiche e spirito e che sarebbe più salutare imparare a valutare le nostre esperienze interiori come primarie, e quelle esteriori come secondarie: l’uomo ha da sempre fatto il contrario esplorando il mondo fisico e la materia, creava sicurezza manipolando, conquistando e controllando tutto ciò che scopriva, noi dobbiamo cominciare, invece, a creare sicurezza guardando dentro di noi per scoprire le cause della paura e sfiducia sanandole.
Assistiamo ad un aumento esponenziale del disagio psichico e questo ci obbliga ad interrogarci sul perché della inaffettività che caratterizza le nuove generazioni, e sulla ignoranza del sistema emotivo e della sua gestione. Urge una ri-alfabetizzazione emotiva. Le emozioni sono correnti di energia che ci attraversano continuamente e costituiscono un sistema complesso fatto anche di circuiti neuronali collegati all’epidermide, elaborati da una sorta di centralina (ipotalamo, nucleo accumbens e amigdala), che ne gestisce le reazioni. Questo sistema è attivo in ogni momento della nostra vita, proprio come il sistema respiratorio, digerente, circolatorio. A differenza di questi ultimi, il nostro sistema emotivo non può essere analizzato al microscopio, sezionato, asportato con una comune operazione chirurgica.
L’energia emotiva viene elaborata dalla sommità del capo in diversi punti del sistema mentre si sposta dall’alto verso il basso, proprio come il cibo che entra nel corpo attraverso la bocca e viene elaborato in diversi punti dell’apparato digerente con processi diversi e collegati fra loro. Nel nostro sistema emotivo avviene qualcosa di analogo poiché l’emozione viene elaborata in punti diversi e in modi diversi tali da ottenere risposte differenti.
Quando l’emozione viene accettata e accolta in un certo posto del corpo, produce un preciso tipo di reazione, come la collera: quando la stessa emozione viene elaborata in un altro modo nello stesso punto del corpo, produce un altro tipo di risposta come il piacere. Le emozioni vanno ascoltate attentamente in quanto ci rivelano come noi le elaboriamo e in quali punti precisi. Se ascoltiamo attentamente, e non superficialmente le nostre emozioni, riusciamo a comprenderle e possiamo usarle proprio come si usa una energia come l’acqua di sorgente, che può distruggere per la sua violenza, ma che, se canalizzata, irriga l’intera pianura. Tutte le emozioni che attraversano il nostro corpo sono pure, sane e non possiamo ignorarle, ma abbiamo il potere di cambiare il modo di sperimentarle elaborandole al meglio per utilizzare l’enorme potenziale di energia che queste racchiudono. Quando consideriamo le emozioni come ostacoli, o come esperienze spiacevoli che preferiremmo fare o non fare, non cogliamo il nocciolo della questione: ogni emozione ci fornisce informazioni importanti su noi stessi, senza questa conoscenza è impossibile ogni cambiamento o crescita.
Il nostro sistema emotivo è come un’autostrada a corsie parallele che si incrociano in sette plessi neuronali (sistema Ortosimpatico e Parasimpatico), dove scorrono e fluiscono le emozioni, un crocevia che neurologicamente corrisponde al sistema limbico (quasi un “limbo” tra il vissuto corporeo e l’elaborazione cognitiva). L’energia emotiva viaggia attraverso ciascuno dei 7 plessi creando diverse esperienze in noi, che sono appunto le diverse emozioni: per capire come funzioniamo dobbiamo comprendere dove sono questi centri e cosa fanno. Questi fasci nervosi formano il Sistema Nervoso Vegetativo composto da due componenti in relazione reciproca, il sistema Ortosimpatico e il sistema Parasimpatico. Questi due sistemi devono lavorare in equilibrio reciproco per poter controllare le innumerevoli funzioni viscerali e parte delle funzioni endocrine.
Il sistema Ortosimpatico e Parasimpatico, il crocevia di plessi nervosi, di irrorazione ed innervazione, questi sono termini scientifici che visualizzano materialmente ciò che gli orientali definiscono con il termine “energia”. Questi concetti erano conosciuti in occidente già nell’antichità, ma si sono poi persi a causa della rigidità intellettuale in cui è caduta la scienza nei secoli passati. Ad esempio il Caduceo, questo antichissimo simbolo ritrovato 5.000 anni a.c., detto anche il bastone di Mercurio, simbolo scelto, guarda caso, per le nostre farmacie occidentali, non è altro che la rappresentazione delle energie contrapposte (yin yang per i cinesi) che scorrono su due canali (nadi per gli indiani), rappresentati dai serpenti, che si incrociano sui sette chakra. Questi due serpenti rappresentano il sistema ortosimpatico ed il parasimpatico che si equilibrano l’un l’altro: i sette chakra rappresentano diversi plessi nervosi realmente esistenti nell’anatomia. Il bastone centrale rappresenta la colonna vertebrale al cui apice ci sono due ali che rappresentano l’emisfero destro e sinistro del cervello, ovvero la parte razionale e la parte intuitiva/creativa. Ecco che alcuni concetti delle medicine orientali trovano elementi in comune con le antiche conoscenze del mondo ellenico e alcuni concetti utilizzati anche nelle Artiterapie. L’uomo infatti è concepito nella sua globalità, come un complesso e sofisticato mondo interno in continua relazione con il mondo esterno, quando si rompe questa relazione compare il disagio in qualsiasi forma: le artiterapie sono come un ponte che permette di riallacciare la relazione fra il mondo interno e quello esterno attraverso la mediazione dell’oggetto.
 
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  Ritornando ai 7 plessi neuronali, il settimo centro è sulla sommità del nostro capo ed in questo punto l’energia emotiva caratterizza la nostra struttura intuitiva, i nostri modi di percepire, pensare e sentire. L’energia emotiva può essere elaborata in due modi: con paura e dubbio oppure con amore e fiducia. In ciascun momento della nostra vita scegliamo se imparare attraverso la paura e il dubbio o attraverso l’amore e la fiducia. La paura e il dubbio producono emozioni dolorose, come la collera, la gelosia, il dispiacere, la vergogna, il desiderio di vendetta, etc. comunque il risultato è sempre doloroso. L’amore e la fiducia producono emozioni positive come la gratitudine, l’appagamento, la gioia, l’amabilità, la gentilezza, etc. Una persona che ha consapevolezza di sé ed ha fatto un cammino che lo ha condotto alla maturità e all’equilibrio, ha ciò che chiameremo potere autentico e sa far uscire da sé l’energia con amore e fiducia.
Ogni emozione dolorosa ci dice che stiamo lasciando uscire energia con paura e dubbi e ci dice anche da quale centro ciò è accaduto perché quella zona sarà dolorante e contratta anche fisicamente. Quando avremo imparato ad ascoltare questo funzionamento energetico ed emotivo, saremo a buon punto sulla strada che conduce alla consapevolezza emotiva.
Il sesto centro è sulla fronte in mezzo agli occhi: ci consente di vedere più di quanto i cinque sensi possano mostrarci; ci permette di capire le intenzioni degli altri anche quando non le esprimono; ci dà la capacità di riconoscere le opportunità e di coglierle al volo; modifica il nostro atteggiamento di vittima delle circostanze e delle fatalità in un atteggiamento fecondo di creatore e costruttore di esperienze. Quando questo centro è sano e attivo, vediamo l’intero universo fisico con stelle, e galassie, montagne e nuvole, rocce e oceani, fiori e frutti, persone e animali, come parte armonica di un più vasto universo non-fisico e niente appare più casuale. Quando l’energia emotiva viene elaborata in questo centro con amore e fiducia, vediamo la saggezza e la compassione dell’universo ovunque guardiamo, ma quando lo abbandona con paura e dubbio ciò che vediamo appare freddo, minaccioso, spaventoso e funesto.
Il quinto plesso è nella gola: quando l’energia emotiva viene elaborata con amore e fiducia, ci esprimiamo chiaramente e con facilità, la nostra voce è calda, vibrante, piena e forte essa comunica con autorevolezza, fermezza e fortezza, riesce a consolare, a confermare e stimolare; quando esce nella paura e dubbio il nostro modo di esprimerci è contratto, incerto e non riusciamo a comunicare ciò che proviamo con nostra grande frustrazione. La gola e il collo si irrigidiscono, la nuca diventa una pietra e un intreccio di nervi tesi sulla cervice, la voce è rauca e faringiti, laringiti, tosse nervosa e mal di gola diventano frequenti. Alleniamoci all’ascolto di queste esperienze fisiche e ci accorgeremo di quanto sono reali e orientano  le nostre giornate.

Il quarto centro è nel torace: quando l’energia emotiva viene elaborata con amore e fiducia irradiamo calore e compassione, ci sentiamo connessi alla fonte stessa della vita nella sua totalità, abbiamo un legame profondo e intenso con tutti, anche con le piante, gli animali, gli uccelli e gli insetti e viviamo in perfetta armonia con il creato, sentiamo le gioie e i dolori degli altri in perfetta compassione e siamo aperti e ospitali. Quando vediamo attraverso il cuore  riusciamo ad andare dritti al cuore dei problemi e al centro dei nodi delle situazioni , siamo equilibrati e diffondiamo equilibrio intorno a noi, e il nostro cuore e impavido e forte. Quando viviamo nella paura e dubbio, siamo freddi e distanti, consideriamo gli altri come oggetti da manipolare per il nostro interesse, ci interessano le cose che possiamo carpire e non le persone da amare. Le nostre relazioni sono rigorosamente superficiali, analizziamo scrupolosamente tutto e speculiamo mentalmente su ciò che ci conviene fare per ottenere il massimo profitto, scegliamo solo ciò che ci risulta utile e escludiamo drasticamente ciò che non lo è, siamo chiusi, scontrosi e sempre sulle difensive. Le sensazioni fisiche sono accompagnate da un dolore al torace e una morsa al petto, l’angustia del cuore, spalle e schiena contratti e ricurvi.
Il terzo centro è il plesso solare, la bocca dello stomaco, ci accorgiamo di questo centro quando ci sentiamo preoccupati o ansiosi, abbiamo spesso la nausea, acidità, quando è grave si può avere anche l’ulcera a causa di continue scariche di neuroni nel cervello scatenate da neurotrasmettitori. Prendere protettori gastrici o ridurre dall’esterno l’acidità di stomaco non risolve il problema alla radice, in quanto è un problema interno di malsana elaborazione emotiva. Quando invece l’energia emotiva viene elaborata con amore e fiducia non abbiamo più angustie, portiamo a termine ciò che abbiamo iniziato, non abbiamo paura di fallire, sappiamo di essere la persona giusta al posto giusto e al momento giusto, ogni ostacolo è una sfida e ogni sfida ci stimola, siamo infinitamente grati e contenti per le nostre capacità e per quelle degli altri, siamo rilassati e fiduciosi, competenti e aperti.
Il secondo centro è nella regione sede degli organi riproduttivi: la maggior parte di  persone associa questo centro al sesso, ma in realtà è molto di più, è la sede della creatività, da essa scaturiscono i nuovi pensieri, intuizioni, percezioni e anche una nuova comprensione; ogni decisione è un momento di creatività fiduciosa e feconda. Quando l’energia emotiva viene elaborata in questo centro con paura e dubbio, creiamo modi per sfruttare le situazioni e gli altri, siamo attaccati da forti desideri sessuali volti al possesso e al dominio dell’altro, dell’assoggettarlo al nostro piacere, cerchiamo qualcuno per soddisfarli, non ci preoccupa il benessere dell’altro, perché ci accorgiamo solo dei nostri bisogni. Proviamo un’attrazione magnetica per gli altri, fantastichiamo di interagire con loro sessualmente, un individuo vale l’altro e nessuno è insostituibile. Questo genere di attrazione sessuale non segnala affatto l’arrivo di un compagno di vita, di un completamento amoroso, il carattere è impellente e la soluzione è temporanea. Quando l’energia emotiva viene elaborata nella paura e nel dubbio ci trasforma in predatori reciproci che si inseguono affannosamente e furtivamente.  Al contrario relazioni sostanziali e profonde non hanno questo carattere, sono pazienti, coraggiose, richiedono amore e fiducia, esplorazione e conoscenza di sé. Illuminano le paure e rivelano parti di noi nascoste, dolenti e vergognose che hanno bisogno di essere accolte e liberate, trasformano le nostre esperienze amorose in celebrazioni co-creative di vita.
L’ultimo centro di energia è situato in fondo al tronco, vicino alla zona genitale, questo centro ci connette alla Madre Terra vivente descritta nelle fiabe o nei racconti della saggezza primitiva degli sciamani. Quando l’energia emotiva viene elaborata in questo centro con amore e fiducia ci sentiamo sempre a casa,  la terra ci nutre e ci culla, ci insegna e protegge, non abbiamo paura della vita, siamo radicati in essa e ce ne nutriamo e alimentiamo, cresciamo con entusiasmo e accogliamo tutto dalla vita il bene e il male indifferentemente perché tutto trasformiamo in essa. Vediamo il ritmo della terra, lo sentiamo sotto  i nostri piedi, lo tocchiamo con le nostre mani, lo annusiamo nei suoi odori, scandito dalle stagioni, siamo a casa. Al contrario nella paura e nel dubbio la terra è ostile, la dobbiamo dominare e assoggettare, sfruttarla, non è la nostra casa, è per noi una minaccia, abbiamo paura della vita perché non apparteniamo alla terra, pensiamo di essere sulla terra per caso e non ci disponiamo ad imparare  alla scuola della terra. Siamo sempre un po’ a disagio e sotto questo disagio c’è l’incapacità di nutrirci dalla vita sulla terra e di apprezzarla con gratitudine.

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